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Accesso al rifugio
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Storia del rifugio
team del rifugio Nacamuli

In auto: dall'autostrada A5 Torino-Aosta prendere l'uscita Aosta est e proseguire sul raccordo per il traforo del Gran San Bernardo. Al bivio di Variney immettersi sulla SR 18 per la Valpellline e seguire le indicazioni per Bionaz e successivamente per la diga di Place Moulin (1970 m), dove potrete parcheggiare la vettura.

Dal piazzale a fianco della diga si segue la sterrata per Prarayer per circa cinque minuti fino ad un bivio: si segue un sentiero che si dirama sulla sinistra e sale obliquamente fra i radi larici, portando sui pascoli nei pressi dell'Alpe Greysemma (2128 m).
Da qui ci si porta nei pressi della strada proveniente anch'essa dalla diga e utilizzata durante la sua costruzione, proseguendo in piano fino poco oltre l'Alpe Arpeyssaou (2114 m). Si prosegue su un sentiero che, con bel percorso alto sopra il lago ed alcuni saliscendi, porta verso lo sbocco della comba d'Oren (attenzione dopo Arpeyssaou, nel caso il sentiero non sia ben visibile a causa della neve, a non tenersi troppo alti per non finire su pendii ripidi con piccoli salti di roccia). Giunti nei pressi di alcuni ruderi si trascura la diramazione che scende verso il lago e si prosegue lungo la traccia che si inoltra tra i pascoli nella Comba d'Oren.
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Si raggiunge l'Alpe d'Oren (2161 m) e si prosegue con bel percorso tra i rododendri a fianco del torrente, per attraversarlo su un ponticello e passare sulla sinistra orografica della Comba d'Oren nei pressi dell'Alpe la Garda (2211 m). Superati i ruderi dell'Alpe Grand Place d'Oren si sale nella pietraia, spesso accanto a lingue di neve, e si percorre un valloncello formatosi tra i fianchi della Becca Vannetta e la morena frontale del ghiacciaio d'Oren Sud, per sbucare nella pianeggiante distesa del Plan du gan (2450 m).
Qui la Comba d'Oren gira in direzione nord. Si costeggia per un tratto il ripiano, poi, fra grossi massi, si raggiunge lo sbocco di una piccola gola rocciosa, dove bisogna salire decisamente a destra.
Il sentiero si alza con strette e numerose svolte lungo la ripida costa, fino ad una zona pianeggiante cosparsa di grossi blocchi, da dove il rifugio è visibile. Si procede quasi in piano fra i detriti morenici, si valica il torrente ed infine si raggiunge il rifugio con un ultimo breve tratto tra roccette.

NOTA: Per chi preferisse costeggiare il lago è possibile, arrivando fino nei pressi della Cappella di La Lé (prima di giungere a Prarayer) imboccare un altro sentiero sulla sinistra (indicazioni per il rifugio) e seguirlo fino ad incrociare la diramazione che risale la Comba d'Oren.


Accesso con gli sci:
Con la strada ancora innevata può essere conveniente proseguire lungo la sterrata per Prarayer, invece di prendere la dirmamazione del sentiero a sinistra.
In tal caso si procede costeggiando il lago per quasi tutta la sua lunghezza; si oltrepassa su un ponte di legno il torrente che scende dalla Comba d'Oren e si prosegue aggirando un dosso fino alla Cappella di La Lé. Si svolta a sinistra lungo la traccia di un sentiero (cartello indicatore per il rifugio) che attraversa il torrente su un nuovo ponte in legno e prosegue fino ad immettersi nella Comba d'Oren.
Si prosegue sul fondovalle oltrepassando le baite di La Garda (2211 m) e poi si risale il valloncello, tra la morena e i pendii che scendono dalla Becca Vannetta, fino ad arrivare al Plan du Gan.
Si svolta a destra e per brevi canalini (inizialmente ripidi, richiedenti neve sicura) si giunge ai pianori che precedono il rifugio.


 

 

 

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